“Un solo paradiso” di Giorgio Fontana (Sellerio)

Oh be’. L’ho finito di leggere due giorni fa e, a differenza del solito, non mi sono precipitata su Colibrì a scrivere cosa ne penso. È che non so cosa pensarne. Ci provo qui con voi. In ordine di apparizione, vi racconto i miei pensieri mentre lo leggevo.

Bella, l’immagine in copertina, molto. Del resto alla Sellerio sono sempre bravissimi a scegliere immagini.

Giorgio Fontana, uhmmm, devo aver letto qualcosa di suo, e dev’essermi anche piaciuto, ma non ne sono sicura.

Dai, inizio a leggere le prime pagine. Ehi, ma quanti due punti usa, quest’uomo benedetto? Lui scrive bene, eh, e io i due punti li amo, ma qui c’è un’infestazione in corso. Va be’, dai, non stiamo a pignoleggiare.

Toh, la storia si svolge a Milano. Belle atmosfere, molto ben descritte.

Noto con piacere che l’infestazione di due punti è stata sgominata dopo le prime pagine, meno male. Sì, scrive bene, questo Giorgio Fontana.

Uh, il jazz, io non ne so nulla. Un po’ mi affascinano, queste parti sulla musica, un po’ mi sento persa. Più affascinata che persa, comunque.

Ma guarda come racconta bene l’abbrutimento di questo suo personaggio. E le reazioni degli amici, della famiglia. Bravo.

Un po’ pedantino sui luoghi, eh. Rischia di annoiare.

Vediamo un po’ come va a finire.

Finito. Sì, un bel finale, coerente.

E allora, cosa ne penso, di questo libro?

Oh, non lo so.

 

2 risposte a "“Un solo paradiso” di Giorgio Fontana (Sellerio)"

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