“Prendiluna” di Stefano Benni (Feltrinelli)

Credo di non averne perso nemmeno uno, dei libri di Benni. Li ho letti tutti-tuttissimi: i primi mi hanno entusiasmato, soprattutto per la scrittura perfetta e geniale, per le idee, e per le risate scomposte che mi son fatta ogni volta. Le trame, le trovo secondarie. È la magia delle parole, che in Benni mi incanta. I più recenti, come Pantera e Cari Mostri, mi sono piaciuti meno, anzi, in modo diverso, ma anche in questi ho trovato immancabilmente, a un certo punto, anche una sola frase, una parola, un aggettivo, un’invenzione che mi hanno emozionato profondamente per la genialità.

Prendiluna è tanto, tanto carino. Ma proprio tanto. “Una notte in una casa nel bosco, un gatto fantasma affida a Prendiluna, una vecchia maestra in pensione, una Missione da cui dipendono le sorti dell’umanità. I Diecimici devono essere consegnati a dieci Giusti. È vero o è un’allucinazione?” E così, sempre in bilico tra realtà o sogno, si sviluppa la storia, piena di riferimenti e citazioni per chi li vuole riconoscere, piena di magia e intelligenza e risate per chi vuole godersela e basta.

E poi, soprattutto nelle prime pagine, si capisce benissimo che Benni si è divertito, ma proprio tanto, a scrivere questo nuovo libro. E, se si diverte l’autore, si divertono anche i lettori.

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