“Cuore di seta” di Shi Yang Shi (Mondadori)

Dal punto di vista letterario, no, non mi è piaciuto. Ma, come testimonianza di un ragazzino cinese che è emigrato in Italia, sì.

Yang arriva in Italia con la madre, una dottoressa costretta, qui, a svolgere i lavori più umili. Il padre, un ingegnere, li raggiunge anni dopo, e anche lui, come del resto lo stesso protagonista, fa mestieri pesanti e a volte umilianti.

Ma Yang è tenace, tenacissimo, e punta in alto. Per sé, e per la sua famiglia.

Il mémoir di Shi Yang Shi percorre, oltre al tema dell’immigrazione, quello dell’omosessualità, della rivoluzione culturale cinese, della famiglia. Offrendo al lettore spunti molto interessanti, senza mai passare dalla noia.

Diciamo spassionatamente che, come romanzo, non vale niente. Come stimolo per comprendere, in forma di lieve assaggio, una civiltà così differente da quella occidentale, vale la lettura.

 

 

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