“Torto marcio” di Alessandro Robecchi (Sellerio)

Eh, ma che bravo che è Robecchi. Avevo già parlato, qui su Colibrì, del suo precedente Di rabbia e di vento, che mi era piaciuto parecchio. Questo Torto marcio, ancora di più. E dire che a me i polizieschi non interessano un granché, anche se poi alla fine ne leggo molti. In Robecchi è la scrittura, prima di tutto, così elegante e fluida e anche ironica e a volte poetica, che apprezzo moltissimo. E poi, l’ambientazione, i personaggi tratteggiati splendidamente nelle loro miserie e nelle loro nobiltà d’animo. Bravo, Robecchi, proprio bravo. La trama, nei suoi romanzi, per me è secondaria, anche se lui la orchestra perfettamente.

Comunque: Milano, zona Fiera, tra quartieri ricchi e quartieri poveri, vengono assassinati due uomini, anzi tre. Tutti i cadaveri hanno un sasso sopra il petto. Che significato avrà? Partono le indagini, eccetera eccetera. Eppure quell’eccetera non ha in sé un filo di noia: piuttosto, interessanti, struggenti riflessioni e tanta empatia, un po’ per tutti. Per chi (forse) ha ragione, e per chi ha torto marcio. Ed è questo il bello.

Bravo, bravo, bravo Robecchi. L’ho detto, bravo?

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...