“Il Doppio Regno” di Paola Capriolo (Bompiani)

È uno di quei libri che, appena finito di leggerli, ti fanno stare lì sul divano, ferma immobile, a pensare. Ma non è un pensare con soggetto, verbo, complemento oggetto. È un pensare vagando senza un sopra, un sotto, un dentro e un fuori.

La trama di questo romanzo, non la si può raccontare. Perché, la trama, è moltissime altre trame, tutte possibili, tutte vere, tutte false. Senza un sopra, un sotto, un dentro, un fuori.

È un morboso viaggio nella mente, un po’ alla Solaris di Stanislaw Lem, quello che la bravissima Paola Capriolo racconta con la sua scrittura elegante, decadente, che sa incantare. Un viaggio immobile, allucinato eppure lucido. Centosessantotto pagine in cui non accade praticamente nulla, eppure accade tutto. E questo nulla, dopo un po’, crea assuefazione, dipendenza. Ti porta dentro le sue spirali sempre più soffocanti, sempre più ariose.

Non è un libro facile. E questa è la sua meraviglia.

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