“L’uomo di neve” di Jo Nesbø (Einaudi)

Be’, l’ho letto compulsivamente in soli tre giorni, giusto la durata della nevicata qui a Milano, quindi non posso dire che non mi sia piaciuto. Però.

Però, per quanto splendidamente costruito, e anche ben scritto, l’ho trovato un po’ barocco. Troppi colpi di scena, troppe scene pulp, troppe intuizioni, troppi effetti speciali. Troppo arredamento, insomma.

Io, per i thriller, ho un gusto più minimalista. Mi piace la tensione continua, ma non l’effetto circo.

Resta un romanzone di cinquecento e passa pagine assolutamente godibile, ma direi che, dopo aver letto, di Nesbø, anche Il pettirosso e Sete, mi fermo qui.

(Il film, non lo guarderò nemmeno sotto tortura, perché, se mi è sembrato eccessivo il libro, non oso immaginare cosa potrebbe essere il film). (No, non è vero, probabilmente lo guarderò, perché sono curiosa di scoprire cosa hanno tenuto, cosa hanno cambiato, insomma come si sono regolati per la sceneggiatura).

 

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