“La lunga attesa dell’angelo” di Melania G. Mazzucco (BUR)

L’attesa è lunghetta, diciamolo, ma ne vale la pena, come sempre con la bravissima Mazzucco.

Venezia, fine del Cinquecento. Seguiamo i ricordi del pittore Tintoretto in punto di morte. Il suo approccio anticonformista alla pittura, i rapporti difficili con i figli, e l’attaccamento morboso, al limite dell’incestuoso, alla figlia illegittima. E poi la guerra, la peste, ma anche i fasti, le gemme preziose, le sete e gli splendori incantati di Venezia.

Romanzo interessantissimo, raccontato splendidamente, con un finale davvero poetico e commovente.

Romanzo lungo, molto. Ammetto senza vergogna di aver sperato, due o tre volte, che stesse per terminare. Per poi, all’ultima, struggente pagina, desiderare di averne ancora tante da leggere.

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