“L’animale che mi porto dentro” di Francesco Piccolo (Einaudi)

Bellissimo l’inizio, bellissima la fine.

Tutto il resto, l’ho trovato, nonostante l’argomento, nonostante tutto, un po’ distante. Interessante, senz’altro. Originale, anche. Ma non mi ha preso, come si dice.

È tra il saggio e il mémoir, questo libro. Non è un romanzo. Quindi non è prevista l’emozione. Eppure ultimamente ho letto parecchi saggi di etologia (a proposito di animali che ci portiamo dentro) che mi hanno emozionato moltissimo. Qui non è scattata l’empatia, ecco.

Comunque: ovviamente ben scritto, ben fatto, e tutto il resto. Francesco Piccolo è molto bravo. Se non ci fosse stato quel finale così intelligente, amaro e ironico, avrei detto bah. Invece dico beh, sono contenta di averlo letto. Non contentissima, ma contenta.

Ah, di cosa parla? Di come sono fatti veramente-veramente-veramente gli uomini. Con una teoria sul branco che in parte accolgo, in parte no.

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