“Betibù” di Claudia Pineiro (La Biblioteca di Repubblica- L’Espresso)

Bello. Proprio bello. Un noir avvincente e anche interessante, una scrittura curata, una struttura ben organizzata. Insomma, dopo Le vedove del giovedì(bellissimo), mi ero ripromessa di leggere ancora qualcosa della Pineiro, e mi è piaciuta anche questa volta. Brava, proprio brava.

Buenos Aires, quartiere esclusivo (lo stesso, più o meno, di quello de Le vedove del giovedì). Un uomo viene trovato in casa sua, in poltrona, con la gola tagliata. Una scrittrice e due cronisti di nera indagano. E scoprono cose che non vi dico, ovvio.

La protagonista – Betibù perché assomiglia a Betty Boop – è adorabile. E anche Brena, il vecchio giornalista, è uno a cui, nonostante l’età, la pancetta e i capelli non precisamente folti, è facile affezionarsi. Sotto traccia, c’è anche una storia d’amore. E una di disamore, così vera che, in una scena in particolare, ci si immedesima perfettamente.

Un romanzo intelligente che ho letto con molto piacere e interesse. E grande ammirazione per Claudia Pineiro.

Leggetelo.

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