“Torpedone trapiantati” di Francesco Abbate (Einaudi), “Il Palio delle contrade morte” di Fruttero&Lucentini (Mondadori), e “Hotel Silence” di Auður Ava Ólafsdóttir (Einaudi)

Scelti a caso, due in libreria, uno nella bancarella dei libri usati, eppure tutti e tre hanno a che fare, in modi differenti, con la morte. Che poi, a pensarci, in fondo ogni cosa ha a che fare con la morte. Questi tre libri magari un filino di più, ecco. 🙂

Procediamo per ordine di apparizione: Torpedone trapiantati è struggente, ovvio (racconta di una gita di persone con organi trapiantati), eppure fa anche sorridere un po’ (pochino). Molto interessante, però non mi è piaciuto come speravo (titolo e idea mi avevano entusiasmato, la lettura meno).

Il Palio delle contrade morte: bè’, con Fruttero&Lucentini, vado sempre sul sicuro. Infatti questo romanzo, forse l’unico dei due autori che non avevo ancora letto, mi ha divertito parecchio.

E poi, Hotel Silence. Mi è piaciuto veramente molto. La scrittura è splendida, la storia è bella e ben narrata, anche se magari un po’ sfilacciata verso la fine. È un romanzo imperfetto, secondo me, ma ugualmente molto bello. Uno di quei romanzi che, anche dopo averli terminati, continuano a restare in circolo per molti giorni. Ve lo consiglio.

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