“La guardarobiera” di Patrick McGrath (La nave di Teseo)

Va detto che è stata una lettura sfortunata. Durante la prima metà del libro avevo l’influenza, e non è che con l’influenza si sia molto ben disposti verso il mondo.

Guarita dall’influenza, una sera, all’improvviso, il file de La guardarobiera è sparito senza causa apparente dal mio ereader, e mi son detta: Bah, si vede che era destino (atteggiamento fatalistico che non avrei mai avuto se il romanzo mi stesse piacendo molto). E sono passata, con un segreto sollievo, a un altro libro.

Dopo un paio di settimane e qualche riavvia del device, l’ebook è ricomparso, così, di sua iniziativa. Ho ripreso a leggerlo, e ieri sera l’ho finito.

Avevo letto, di McGrath, Follia e Il morbo di Haggard. Mi avevano intrigato. Questo invece, mi dispiace dirlo, ma mi ha un po’ annoiato.

Londra, gennaio 1947. Un attore molto amato muore in circostanze poco chiare, e la moglie Joan, guardarobiera del teatro, entra in un tunnel di dolore e follia. Poi la donna incontra un giovane attore, che recita la parte del marito scomparso, e insomma accadono un po’ di cose. Ma accadono male, secondo me. Nonostante abbia trovato l’idea di fondo interessante, e alcuni brani gradevoli, il romanzo non mi ha preso. Bah. Forse aveva ragione il mio ereader a farlo scomparire.

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