“La quasi luna” di Alice Sebold (edizioni e/o)

Amabili resti, della stessa autrice, mi era piaciuto. (E non era male nemmeno il film).

L’altro giorno ho visto tra gli scaffali La quasi luna, il cui l’incipit è: “Alla fin fine, ammazzare mia madre mi è venuto facile”, e mi sono detta: lo leggo.

È la storia di una donna che, come promettono le prime due righe, uccide la propria madre. Anzianissima, malata nel corpo e nella mente, anaffettiva, francamente rompicoglioni, ma anche struggentemente desiderata, questa madre viene soffocata con un asciugamano, cosa che accade subito, nel primo capitolo. Il resto delle trecentocinquanta pagine è comunque interessante e avvincente, ma mi aspettavo di più. In certi punti ho trovato La quasi luna molto bello e profondo, in altri invece mi sembrava di leggere un romanzetto di bassa qualità. Anche la scrittura, mah, non scorre perfettamente, ho dovuto rileggere spesso le frasi, forse un problema di punteggiatura, forse di traduzione, non so.

Peccato: un’idea forte, buttata un po’ via.

P.S. Noto ora che oggi è la festa della mamma. Ops. 😀

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