“La bambina che trovava le cose perdute” di Patrizia Emilitri (Sperling&Kupfer)

E poi ci sono i romanzi onesti, freschi, schietti. Riposanti. Scritti con cura. Privi di furbizia. Veri. Una boccata d’aria fresca. Come La bambina che trovava le cose perdute. Romanzi che raccontano le piccole cose di paese, quelle che, a una irriducibile cittadina come me, insegnano tanto su realtà che ignoro praticamente del tutto.

La bambina che trovava le cose perdute è una bella, piccola storia. Con un’idea di fondo intelligente, originale e per niente gratuita, che regge benissimo per tutte le quasi trecento pagine.

È una storia che si legge con piacere, la scrittura è molto visiva (come si invita a fare nelle lezioni di scrittura creativa: Show, don’t tell). I dialoghi, con quell’impronta padanissima, molto credibili. Ci sono, a mio avviso, un paio di capitoli non proprio all’altezza degli altri, che forse si potevano togliere, ma è un peccato veniale.

Noemi, la protagonista, ha un dono: quello di trovare gli oggetti che gli altri smarriscono. Eh, cari miei, ma non è così semplice portare un dono del genere sulle spalle. È un dono pesante.

E quando qualcuno in paese ruba il segnatempo? Le cose si complicano ancora di più. Già, ma cos’è un segnatempo? E cosa ne pensa Ulisse, l’albero amico di Noemi, di tutta questa situazione?

Prendetevi un paio di pomeriggi di pioggia, mettetevi belli comodi sul divano, e scopritelo.

Annunci

4 risposte a "“La bambina che trovava le cose perdute” di Patrizia Emilitri (Sperling&Kupfer)"

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...