“Uomini nudi” di Alicia Giménez-Bartlett (Sellerio)

Io adoro questa autrice. Ho letto quasi tutto quello che ha scritto, e il mio (suo) libro preferito, davvero meraviglioso, rimane Dove nessuno ti troverà (leggetelo, leggetelo, leggetelo).

Comunque anche Uomini nudi mi è piaciuto molto. Magari, ecco, invece di quattrocentoquaranta pagine me ne sarebbero bastate trecentoquaranta, perché in certi punti l’ho trovato un po’ ripetitivituccio, ma insomma io amo la Giménez-Bartlett e basta.

Uomini nudi (ma nudi per davvero, eh) racconta di un giovane professore di letteratura, illuminato e morigerato, che si trova all’improvviso disoccupato. E, per una strana combinazione, esce dalle rime in -ato e si trova a fare lo spogliarellista e l’escort.

Poi accadono un sacco di altre cose, compreso un colpo di scena tosto, ma, a parte la trama, è un romanzo scritto molto molto molto bene, e con una profondità di analisi dei personaggi rara.

Diciamo che, con cento pagine in meno, l’avrei definito un romanzo perfetto. Quelle cento pagine in più, gliele perdono perché la Giménez-Bartlett è la Giménez-Bartlett, e perché la carta con cui Sellerio pubblica i suoi libri è liscia e setosa che manco la lingérie di una spogliarellista. 😉

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