“Le nostre anime di notte” di Kent Haruf (Enne Enne Editore)

Eh, be’, è proprio bello.

Un romanzo breve, si legge in una o due sere. Anzi, non si legge: si respira.

Una storia minima, dialoghi scarni, nessun colpo di scena né intrigo né piroette stilistiche né niente. Eppure.

Si entra direttamente nella storia alla prima riga, e non si va mai più via.

Dolcezza, pace, e alla fine rabbia. E poi ancora dolcezza, ma più mesta, tenue.

Ne hanno parlato in tanti, di questo libro, e della Trilogia della Pianura, sempre di Haruf. Inutile che mi ci metta anch’io. Però leggetelo. Anzi, respiratelo. È aria purissima.

“Benedizione” di Kent Haruf (Enne Enne Editore)

Ma dai. Che romanzo particolare. Così sobrio che risulta eclatante.

Colorado, in una minuscola cittadina un uomo anziano sta per morire. Intorno a lui si snodano piccole e grandi vicende narrate con una semplicità e una naturalezza stupefacenti.

I dialoghi scarni ma così veri, le descrizioni piccole piccole eppure potenti.

Una scorrevolezza, di scrittura e di pensiero, meravigliosa. E una splendida traduzione.

La quarta di copertina dice il vero: Questo libro è per chi ama rileggere i classici e vorrebbe perdersi negli sconfinati spazi della pianura americana, (…) per chi nutre una sorta di fiducia razionale nel genere umano e crede che le verità gridate siano sempre meno vere di quelle suggerite con pudore.

Bello, veramente bello. Leggetelo, per piacere.