“Prima di me” di Julian Barnes (Einaudi)

Bello, a tratti anche geniale. Però antipatico.

Può essere antipatico, un libro? Per me sì.

Di Barnes avevo letto il prezioso Una storia del mondo in 10 capitoli e 1/2, così, quando ho visto in libreria Prima di me, mi son detta: lo compro subito. Senza accorgermi (ah, gli acquisti impulsivi) che non è un nuovo romanzo dell’autore: l’ha scritto nel 1982. E che il titolo originale è Before she met me: secondo me molto più interessante e adatto, ma temo meno efficace dal punto di vista del marketing (mi riferisco al frastuono mediatico del best seller Io prima di te).

Comunque. Un bel romanzo, morboso nei contenuti (un placido insegnante di storia impazzisce per la gelosia retroattiva nei confronti della sua seconda e amata moglie), ma per niente morboso nella forma. Freddo, freddissimo. E molto, molto snob, con quel piglio intellettualoide che personalmente mi infastidisce parecchio.

Ma è anche un romanzo geniale e tremendamente acuto, a volte irresistibilmente ironico, lo devo ammettere.

Ma, ancora, di trame del genere ne ho lette tante altre. Scritte però con maggior umanità, poesia, e meno antipatia.

Ecco.

Non è che l’abbia trovato brutto, assolutamente, anzi. Ma antipatico, molto.