“Accendimi” di Marco Presta (Einaudi)

Che peccato. Una bellissima idea raccontata con un’ottima scrittura e una splendida ironia, e una conclusione così frettolosa, svogliata, forzata.

Per tutto il romanzo ho pensato: ma guarda com’è bravo l’autore a dosare la storia, a raccontarla senza spiegarla troppo, a mostrare sempre di più man mano che si va avanti a leggere, mantenendo un bell’equilibrio tra magia e realtà, tra detto e non detto. Così si fa.

E invece no. Ha organizzato una spiegazione di corsa, quasi si fosse disamorato del suo manoscritto, dimenticando tra l’altro di farmi conoscere meglio un paio di personaggi e tirandone fuori un altro così, di botto, un deus ex machina, okay, ma insomma uffa. Mancano almeno cinquanta pagine, per finire davvero e bene questo romanzo.

 

Peccatissimo. Anche perché L’allegria degli angoli, sempre di Marco Presta, l’avevo letto e mi era piaciuto tanto, dall’inizio alla fine, ed ecco il motivo per cui l’altro giorno ho comprato questo, carica di entusiasmo e aspettative.

 

Insomma, se volete leggere un bel romanzo, scegliete Accendimi fermandovi prima delle ultime venti o trenta pagine, e immaginatevi voi, con calma, come finisce. Va benissimo: anche così merita di essere letto, e si salvano poesia e magia.

 

Se invece lo volete leggere fino alla fine, e poi come me ci rimanete male, non dite che non vi avevo avvisato. 😉

 

 

 

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